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I segreti dell'Export

Esportare in Canada & CETA

27/3/2025

 
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​Negli ultimi anni, il Canada si è affermato come uno dei mercati più dinamici e promettenti per l’export italiano. Questo anche grazie al CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, che ha semplificato e incentivato gli scambi tra le due sponde dell’Atlantico.

Cos’è il CETA?
Il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) è un accordo economico e commerciale globale firmato tra Unione Europea e Canada. Entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017, il CETA ha come obiettivo la liberalizzazione degli scambi di beni e servizi, la protezione degli investimenti e la semplificazione delle procedure doganali.

A cosa serve il CETA?
  • Eliminare i dazi doganali su quasi il 99% dei beni scambiati tra UE e Canada.
  • Facilitare l’accesso al mercato canadese per beni, servizi e appalti pubblici.
  • Riconoscere reciproche certificazioni e standard tecnici, semplificando il lavoro delle aziende esportatrici.
  • Proteggere le indicazioni geografiche, tra cui molti prodotti agroalimentari italiani.

I principali vantaggi del CETA:
  • Niente dazi su prodotti industriali, agricoli e trasformati.
  • Più trasparenza e sicurezza nei contratti d’investimento.
  • Apertura del mercato degli appalti pubblici canadesi alle imprese europee.
  • Maggiore tutela della proprietà intellettuale.

L’export italiano verso il Canada: dati e settori forti
L’Italia è uno dei principali partner commerciali europei del Canada. Secondo i dati ISTAT, nel 2023 l’export italiano verso il Canada ha superato i 6 miliardi di euro, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti.

I settori più forti dell’export italiano in Canada:
  • Macchinari e apparecchiature industriali
  • Prodotti farmaceutici
  • Automotive e componentistica
  • Arredamento e design
  • Moda e abbigliamento
  • Agroalimentare e vino, trainati dal Made in Italy e tutelati dal CETA

Opportunità per le imprese italiane
Esportare in Canada significa accedere a un mercato maturo, stabile e ad alto potere d’acquisto, con consumatori attenti alla qualità e sempre più orientati a prodotti sostenibili ed europei.

Le opportunità principali:
  • Settore green e cleantech
  • Agroalimentare biologico e DOP
  • Tecnologie per l’efficienza energetica
  • Soluzioni per la mobilità sostenibile
  • Cosmetici naturali e made in Italy

Grazie al CETA, molte barriere tariffarie sono state abbattute e i tempi di accesso al mercato ridotti, creando un ambiente più favorevole anche per le PMI italiane.

Minacce e sfide da considerare
Come ogni mercato extra-UE, anche il Canada presenta alcune criticità che le aziende esportatrici devono conoscere:
  • Distanza geografica e costi logistici
  • Barriere non tariffarie (standard tecnici, certificazioni, regolamenti)
  • Concorrenza locale e internazionale molto forte
  • Differenze linguistiche e culturali (in particolare tra le province anglofone e il Québec francofono)

Conclusione
Il Canada rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane, soprattutto grazie al CETA che ha reso più semplice e vantaggioso l’accesso al mercato. Tuttavia, è fondamentale affrontare questo mercato con una strategia strutturata, conoscendo le regole e le potenzialità, ma anche le possibili insidie.
​
📩 Vuoi capire se il Canada è il mercato giusto per la tua azienda? Scrivici a [email protected] e analizzeremo insieme le tue opportunità di crescita!

Certificato EUR1: cos’è, a cosa serve e come ottenerlo

27/3/2025

 
EUR1

Quando si parla di esportazione, uno degli strumenti più utili per ridurre i dazi doganali nei paesi extra-UE è il certificato EUR1. Ma cos’è esattamente? A cosa serve? E soprattutto: quando conviene richiederlo?

Cos’è il certificato EUR1?
Il certificato EUR1 è un documento doganale che consente di beneficiare di riduzioni o esenzioni dai dazi doganali nei paesi che hanno firmato accordi di libero scambio con l’Unione Europea. Attesta ufficialmente l’origine preferenziale della merce esportata, ovvero che i prodotti sono stati lavorati o fabbricati nell’UE secondo regole precise.

A cosa serve l’EUR1?
Serve a ottenere agevolazioni tariffarie durante le operazioni di esportazione verso paesi extra-UE. In pratica, grazie all’EUR1, l’importatore nel paese destinatario della merce paga meno tasse doganali (e in certi casi zero), rendendo il prodotto europeo più competitivo sul mercato estero.

Quali sono i vantaggi dell’EUR1?
  • Riduzione o eliminazione dei dazi doganali.
  • Maggiore competitività sui mercati esteri.
  • Riconoscimento dell’origine preferenziale della merce.
  • Facilitazione delle relazioni commerciali internazionali.
Chi rilascia l’EUR1?
Il certificato EUR1 viene emesso dalla dogana del paese esportatore. In Italia, è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che si occupa del rilascio, previa presentazione della documentazione necessaria da parte dell’esportatore.

Come si richiede?
  1. L’esportatore compila una dichiarazione di origine preferenziale e la presenta alla dogana insieme alla fattura e ai documenti di trasporto.
  2. La dogana verifica che la merce rientri nei criteri previsti dagli accordi preferenziali.
  3. Se tutto è corretto, rilascia il certificato EUR1 che accompagna la merce.
Oggi è anche possibile richiederlo in formato elettronico (eUR1) attraverso sistemi digitali doganali (come il portale ADM).

Requisiti per l’emissione dell’EUR1
  • La merce deve avere origine preferenziale UE.
  • L’operazione di esportazione deve avvenire verso un paese convenzionato con l’Unione Europea.
  • Deve essere presentata documentazione dettagliata sulla produzione e trasformazione del bene.

Elenco dei principali paesi che accettano l’EUR1
Europa:
  • Albania
  • Andorra
  • Bosnia-Erzegovina
  • Islanda
  • Liechtenstein
  • Macedonia del Nord
  • Montenegro
  • Norvegia
  • Serbia
  • Svizzera
  • Turchia
Africa:
  • Algeria
  • Egitto
  • Marocco
  • Tunisia
  • Sudafrica
Medio Oriente:
  • Israele
  • Giordania
  • Libano
  • Siria
  • Palestina (Cisgiordania e Gaza)
America Centrale e Meridionale:
  • Cile
  • Colombia
  • Ecuador
  • Perù
Asia:
  • Corea del Sud
Pacifico:
  • Isole Fær Øer

⚠️ Alcuni paesi come Canada, Giappone, Regno Unito e Vietnam non utilizzano l’EUR1, ma richiedono dichiarazioni di origine preferenziale su fattura (REX) per valori superiori a 6.000 euro. È sempre consigliabile verificare gli accordi specifici verificare con l’Agenzia delle Dogane o con il proprio spedizioniere di fiducia la validità degli accordi in vigore, poiché l’elenco dei paesi convenzionati e le modalità di emissione del certificato EUR1 possono subire modifiche nel tempo

Quando e come è nato l’EUR1?
Il certificato EUR1 nasce nell’ambito dei protocolli di origine degli accordi preferenziali dell’UE a partire dagli anni ’70, con lo scopo di incentivare gli scambi internazionali e rafforzare le relazioni economiche tra i paesi partner. Con l'evoluzione degli accordi commerciali, il sistema si è esteso a decine di nazioni in tutto il mondo.

​ATR o EUR1?
Il certificato ATR è utilizzato esclusivamente per gli scambi commerciali tra UE e Turchia, ma non attesta l’origine preferenziale della merce: certifica solo che il bene è in libera pratica. L’EUR1 invece certifica l’origine preferenziale e permette esenzioni daziarie per alcune categorie di prodotti anche verso la Turchia (es. prodotti agricoli o siderurgici).

EUR1 vs Certificato di Origine (COO)
Il certificato di origine (COO) attesta l’origine non preferenziale della merce, è rilasciato dalla Camera di Commercio e serve soprattutto per motivi statistici o richieste specifiche del paese importatore. L’EUR1, invece, attesta l’origine preferenziale e dà diritto a dazi ridotti o nulli in base agli accordi commerciali.
EUR1 a posterioriÈ possibile richiedere un EUR1 a posteriori se, per validi motivi, il documento non è stato emesso al momento dell’esportazione. In tal caso, l’esportatore deve presentare una richiesta motivata alla dogana, allegando le prove dell’origine preferenziale. Se accettata, il certificato viene rilasciato anche successivamente alla spedizione, e l’importatore può comunque beneficiare delle agevolazioni.

EUR1 e Turchia
Sebbene le merci in libera pratica tra UE e Turchia viaggino solitamente con certificato ATR, l’EUR1 è richiesto per quei prodotti esclusi dall’unione doganale, come:
  • prodotti agricoli non trasformati
  • alcuni prodotti siderurgici
  • prodotti per i quali è previsto un trattamento preferenziale nell’ambito di specifici accordi UE-Turchia.
Quindi, in caso di dubbio, è sempre opportuno verificare quale certificato utilizzare in funzione del tipo di merce.

Conclusione
​
Il certificato EUR1 è uno strumento chiave per ogni impresa che vuole esportare in modo vantaggioso.
​Riduce i costi per l'importatore e rende i tuoi prodotti più appetibili sui mercati internazionali.

📩 Hai bisogno di supporto per compilare o ottenere il certificato EUR1?
Scrivi a [email protected] e lasciati guidare dai nostri esperti!

Marcatura CE: guida per le aziende

14/3/2025

 
Marcatura_CE
​La marcatura CE è obbligatoria per molti prodotti venduti nell’Unione Europea. Essa rappresenta una dichiarazione del fabbricante che il prodotto è conforme alle normative europee in materia di sicurezza, salute e protezione ambientale.

Quali prodotti necessitano della marcatura CE?
Alcuni esempi di categorie di prodotti che richiedono la marcatura CE sono:
  • giocattoli
  • cosmetici
  • dispositivi di protezione individuale
  • materiale elettrico a bassa tensione
  • macchinari e apparecchiature elettroniche

Come ottenere la marcatura CE?
Per ottenere la marcatura CE, il fabbricante deve seguire questi passaggi:
  1. identificare la direttiva UE applicabile al proprio prodotto e i requisiti normativi.
  2. effettuare la valutazione di conformità, che può includere test specifici.
  3. redigere la documentazione tecnica, che deve essere disponibile in caso di controllo.
  4. apporre il marchio CE in modo chiaro e conforme ai requisiti grafici stabiliti dalle normative.

Chi verifica la conformità?
Esistono organismi notificati accreditati dall’UE che possono certificare la conformità dei prodotti. Alcuni prodotti richiedono l’intervento obbligatorio di questi enti, mentre per altri è sufficiente un’autodichiarazione da parte del fabbricante.
L’elenco degli organismi notificati è disponibile nella banca dati NANDO della commissione europea, consultabile online.

Cosa succede in caso di non conformità?
Se un prodotto non rispetta le normative europee, le autorità possono:
  • impedire l’immissione in libera pratica.
  • richiedere l’adeguamento del prodotto entro un termine specifico.
  • disporre il ritiro dal mercato o la distruzione della merce.

💡 Vuoi esportare/importare in sicurezza?
​Contattaci a
[email protected] per sapere come ottenere la marcatura CE.

Controlli doganali e marcatura CE: cosa sapere per esportare senza rischi

14/3/2025

 
Marcatura_CE
L’Unione Europea applica rigidi controlli doganali sui prodotti importati, soprattutto per quelli soggetti a marcatura CE. Un’azienda che sopratutto importa deve comprendere le normative vigenti e le procedure di verifica per evitare blocchi doganali o sanzioni.

Chi effettua i controlli?
L’agenzia delle accise, dogane e monopoli (ADM) suddivide le attività di controllo in due aree principali:
  • tributaria, che riguarda aspetti come quantità, qualità, valore e origine delle merci.
  • extra-tributaria, che si concentra su sicurezza dei prodotti, proprietà intellettuale e tutela del made in Italy.
​
Quando un prodotto viene bloccato in dogana?
Il regolamento (UE) 1020/2019 stabilisce che le autorità doganali possono sospendere lo svincolo delle merci nei seguenti casi:
  • il prodotto non è accompagnato dalla documentazione necessaria o ci sono dubbi sulla sua autenticità.
  • la marcatura CE è assente, non conforme o apposta in modo fuorviante.
  • il prodotto presenta rischi per la sicurezza, la salute o l’ambiente.

Come garantire la conformità?
Per evitare problemi, l’azienda importatrice deve:
  • predisporre la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità.
  • verificare che la marcatura CE sia correttamente apposta e visibile.
  • collaborare con le autorità e fornire tutte le informazioni richieste in caso di verifica.

Se un prodotto non è conforme, può essere rispedito al paese di origine o, nei casi più gravi, distrutto.
Per evitare questi scenari, è fondamentale una preparazione accurata prima della spedizione.

💡 Vuoi esportare senza problemi? Scrivici a [email protected] per una consulenza personalizzata.

TEM - Temporary Export Manager vs. Agente di commercio

6/3/2025

 
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Differenze e vantaggi - Quale scegliere?

Quando un'azienda decide di esportare i propri prodotti o servizi, spesso si trova a dover scegliere tra due figure professionali fondamentali: il Temporary Export Manager (TEM) e l’Agente di commercio.
Scopriamo assieme quali sono le differenze e qual'è la soluzione più adatta alla tua attività?

Il ruolo del TEM e dell'Agente, due approcci diversi
L’Agente di commercio è un intermediario che rappresenta i tuoi prodotti in un mercato estero, raccoglie gli ordini e li trasmette all'azienda. Non si occupa di strategie, né di aspetti logistici o burocratici. I clienti che porta rimangono sotto il suo controllo, il che significa che, se un giorno decidesse di smettere di collaborare con te, i clienti potrebbero seguirlo verso un altro fornitore.
Il TEM è invece un professionista che lavora su misura per la tua azienda. Non solo individua nuovi clienti, ma crea un progetto strategico di internazionalizzazione che include analisi di mercato, gestione logistica, assistenza doganale e documentale, ricerca di distributori, ricerca di agenti esteri, segnalazioni bandi TEM e supporto post-vendita.I clienti acquisiti rimangono sempre all’azienda, garantendo una crescita stabile e duratura.

Costi e remunerazione: provvigione o investimento strategico?
  • L’Agente viene pagato a provvigione su ogni ordine raccolto. Non ci sono costi fissi, ma la percentuale sulle vendite è generalmente più alta (dal 5% al 15% o più, a seconda del settore e delle condizioni contrattuali). Non avendo un ruolo strategico, il suo obiettivo principale è vendere, non sviluppare il mercato per te.
  • Il TEM viene remunerato con un compenso fisso per il progetto personalizzato + una provvigione più bassa sugli ordini (dal 2% al 7%). Il vantaggio è che, oltre alla vendita, ti offre un supporto strategico e operativo completo. Investire in un TEM significa pensare al lungo termine, creando un canale export solido e indipendente dall’intermediazione di terzi.

Cosa fa il TEM che l’agente non fa?
Studio dei mercati esteri: il TEM analizza i paesi più adatti ai tuoi prodotti, individua le migliori opportunità e sviluppa un piano d’azione per entrare con successo nei mercati target.
Strategia personalizzata: costruisce un percorso su misura, adattando l’approccio di vendita alle esigenze specifiche della tua azienda.
Gestione operativa completa: segue la logistica, i trasporti, i corrieri internazionali, la documentazione doganale e tutto ciò che riguarda l’export, mentre l’agente si limita a raccogliere ordini.
Assistenza post-vendita: il TEM aiuta la tua azienda a gestire eventuali problematiche con i clienti esteri, aumentando la fidelizzazione e riducendo il rischio di perdite commerciali.
Indipendenza dai singoli intermediari: con un TEM, i contatti e i clienti restano di tua proprietà, mentre con un agente i clienti potrebbero essere vincolati a lui.
Diversificazione dei canali di vendita: il TEM può affiancarti non solo nella vendita diretta, ma anche nella ricerca di distributori, partner locali o nella creazione di una rete di vendita strutturata.

È bene precisare che per personalizzata si intende davvero personalizzata
Anche se ad esempio, 10 aziende operano nello stesso settore, avranno sempre punti di forza e debolezza diversi. Questo significa che la stessa strategia e lo stesso portfolio clienti che hanno funzionato per un’azienda difficilmente funzioneranno per un’altra.
Ecco perché è importante sviluppare un lavoro su misura, studiando attentamente le esigenze dell’azienda e costruendo un percorso specifico per il suo successo.
Non esiste un progetto riciclabile: ogni impresa merita una strategia dedicata.

Esempi concreti
Esempio 1 – L’azienda che si affida a un agente: un produttore italiano di componenti industriali decide di esportare in Germania. Trova un agente locale che inizia a vendere i suoi prodotti a diversi clienti. Tuttavia, dopo 3 anni l’agente cambia fornitore e porta via tutti i clienti. L’azienda si ritrova senza una rete di vendita e deve ricominciare da zero.
Esempio 2 – L’azienda che sceglie un TEM: una PMI italiana del settore metallurgico vuole espandersi in Francia, Svizzera e Spagna. Il TEM analizza il mercato, identifica i clienti potenziali, sviluppa una rete distributiva e si occupa della logistica e delle pratiche doganali. Dopo 3 anni, l’azienda ha un canale export autonomo, con clienti consolidati e processi ben definiti.

Qual è la scelta giusta per la tua azienda?
Se il tuo obiettivo è fare ordini immediati senza un piano strutturato, un agente potrebbe essere una soluzione semplice e senza costi fissi, se invece vuoi creare un export solido, scalabile e indipendente, investire in un TEM è la scelta più lungimirante.
​
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Contattaci per scoprire come un TEM può fare la differenza per la tua azienda: [email protected] 🚀
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