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I segreti dell'Export

Cos’è un Temporary Export Manager e perché può fare la differenza per una PMI italiana

20/4/2026

 
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Molte PMI italiane hanno un prodotto valido, competenze solide e un buon posizionamento sul mercato interno, quando però arriva il momento di sviluppare nuovi mercati esteri, emerge quasi sempre lo stesso problema: manca una figura capace di guidare il progetto con continuità, metodo e visione commerciale.
È proprio in questo spazio che entra in gioco il Temporary Export Manager.
Capire cos’è un Temporary Export Manager, quali sono il suo ruolo e le sue responsabilità, e perché può essere una scelta strategica per una PMI italiana, è fondamentale per chi vuole affrontare l’internazionalizzazione in modo concreto.

Cos’è un Temporary Export Manager
Il Temporary Export Manager, spesso indicato anche come TEM, è un professionista che affianca l’azienda nello sviluppo commerciale dei mercati esteri per un periodo definito, con un obiettivo chiaro e con un approccio operativo.
Non è una figura puramente teorica e non è nemmeno un consulente che si limita a dare indicazioni generiche. Il suo compito è aiutare la PMI a strutturare e portare avanti un progetto export reale.
In pratica, il Temporary Export Manager lavora accanto all’imprenditore e al team aziendale per:
  • valutare il potenziale export dell’impresa
  • individuare i mercati più adatti
  • costruire una strategia commerciale internazionale
  • organizzare attività, priorità e tempi
  • supportare la ricerca di clienti, distributori o partner
  • coordinare il progetto in modo concreto
Per una PMI, significa avere una guida specializzata senza dover inserire subito una figura interna a tempo pieno.

Ruolo e responsabilità di un Temporary Export Manager
Per capire davvero il valore di questa figura, bisogna entrare nel merito del suo ruolo.
Il Temporary Export Manager non si occupa solo di “vendere all’estero”. Il suo lavoro è più ampio e più strategico.

Analisi iniziale dell’azienda
Una delle prime responsabilità del TEM è capire se l’azienda è pronta per esportare e in che modo può farlo. Analizza prodotto, posizionamento, capacità produttiva, struttura interna, risorse disponibili, margini e potenziale commerciale.
Questo passaggio evita errori comuni, come partire verso mercati poco adatti o attivare azioni commerciali senza basi solide.

Definizione dei mercati target
Il ruolo del Temporary Export Manager include la selezione dei mercati più interessanti per l’azienda. Non sulla base dell’intuito, ma attraverso una valutazione più ragionata delle opportunità, della concorrenza, dei canali e della compatibilità tra offerta e domanda.

Costruzione della strategia export
Una delle responsabilità più rilevanti è trasformare l’idea di esportare in un percorso strutturato. Il TEM aiuta l’azienda a definire priorità, strumenti commerciali, approccio al mercato, interlocutori da raggiungere e modalità operative.

Sviluppo commerciale
Il Temporary Export Manager può supportare la ricerca di clienti esteri, distributori o partner commerciali, gestendo o coordinando fasi come scouting, primo contatto, follow-up e sviluppo delle opportunità.

Coordinamento interno
Un progetto export coinvolge spesso più funzioni: direzione, commerciale, amministrazione, logistica, customer care. Il TEM aiuta a mettere ordine, coordinare le attività e far procedere il progetto con maggiore continuità.
In sintesi, il ruolo del Temporary Export Manager è quello di dare metodo, velocità e concretezza allo sviluppo internazionale della PMI.

Vantaggi di un Temporary Export Manager per PMI
I vantaggi di un Temporary Export Manager per PMI sono numerosi, soprattutto per quelle aziende che vogliono crescere all’estero ma non hanno ancora una struttura interna dedicata.
1. Accesso a competenze specialistiche
La PMI può contare su una figura con esperienza nei processi di internazionalizzazione, senza dover affrontare subito i costi e i vincoli di un’assunzione stabile.
2. Maggiore flessibilità
Il TEM lavora su obiettivi e fasi progettuali. Questo consente all’impresa di attivare un supporto concreto nei momenti in cui serve davvero, con una formula più agile rispetto a un inserimento interno tradizionale.
3. Più metodo, meno improvvisazione
Molte aziende si muovono verso l’estero in modo frammentato. Il Temporary Export Manager porta una logica più ordinata, che aiuta a evitare dispersione di tempo, tentativi casuali e scelte poco efficaci.
4. Ottimizzazione del tempo dell’imprenditore
Nelle PMI il titolare è spesso coinvolto in tutto. Avere un TEM significa alleggerire la gestione diretta dell’export, pur mantenendo il controllo strategico.
5. Riduzione del rischio di errori
Mercati sbagliati, approcci commerciali poco efficaci, tempi gestiti male, mancanza di follow-up: sono tutti problemi frequenti. Un TEM aiuta a ridurre questi rischi e a costruire un percorso più solido.
6. Sviluppo più rapido del progetto
Con una guida esperta, l’azienda riesce spesso a passare più velocemente dall’intenzione all’azione, evitando lunghi periodi di incertezza.
Per molte PMI, quindi, il vantaggio più grande non è solo avere una competenza in più, ma avere una direzione chiara.

Come assumere un Temporary Export Manager per PMI italiane
Quando ci si chiede come assumere un Temporary Export Manager per PMI italiane, in realtà la domanda corretta è spesso un’altra: come scegliere il partner giusto per accompagnare l’azienda nello sviluppo export.
Non si tratta solo di trovare un professionista con esperienza internazionale. Serve trovare una realtà capace di comprendere la struttura della PMI, il suo settore, i suoi obiettivi e il livello reale di prontezza verso i mercati esteri.

Ecco alcuni criteri utili.

Valutare l’approccio
Un buon TEM non propone soluzioni standard uguali per tutti. Parte dall’analisi dell’azienda, ascolta le esigenze reali e costruisce un percorso coerente con il contesto imprenditoriale.
Verificare la capacità operativa
Non basta la teoria. È importante scegliere un supporto che sappia trasformare la strategia in azioni concrete: sviluppo commerciale, organizzazione del lavoro, gestione priorità, supporto al team.
Considerare la compatibilità con la PMI
Le piccole e medie imprese italiane hanno tempi, risorse e dinamiche diverse rispetto alle grandi aziende. Per questo è utile affidarsi a professionisti o aziende specializzate in Temporary Export Management che conoscano bene il mondo PMI.
Scegliere una realtà vicina e accessibile
Per molte imprese, lavorare con una struttura territoriale vicina è un vantaggio. Facilita confronto, relazione e continuità operativa.

Temporary Export Manager: migliori agenzie in Italia?
Molti imprenditori cercano online frasi come “Temporary Export Manager migliori agenzie in Italia” oppure “aziende specializzate in Temporary Export Management”.
È una ricerca comprensibile, ma va affrontata con attenzione.
Più che cercare una classifica generica, una PMI dovrebbe cercare una realtà specializzata, affidabile e realmente adatta al proprio progetto. La scelta non dipende solo dalla notorietà, ma dalla capacità di affiancare l’azienda in modo concreto.
In questo contesto, Hello Export si propone come realtà specializzata nel supporto alle PMI italiane che vogliono sviluppare l’export con un approccio pratico, flessibile e orientato ai risultati.
Aziende specializzate in Temporary Export Management: il valore della specializzazioneLe aziende specializzate in Temporary Export Management non offrono semplicemente consulenza commerciale. Offrono una struttura di supporto che può aiutare la PMI a leggere il proprio potenziale, impostare il progetto e accompagnarne lo sviluppo.
Questo aspetto è decisivo perché molte imprese non hanno bisogno solo di idee, ma di esecuzione.
Hello Export nasce proprio con questa logica: aiutare le aziende italiane a costruire un percorso di internazionalizzazione più ordinato, sostenibile e concreto, attraverso servizi TEM e D-TEM pensati per le esigenze reali delle PMI.
Hello Export: supporto TEM e D-TEM a Torino per PMI italianePer le imprese che cercano un riferimento sul territorio, è importante anche sapere con chi lavorano e dove.
Hello Export è a Torino e si rivolge alle PMI italiane che vogliono affrontare i mercati esteri con maggiore metodo, struttura e continuità. L’obiettivo non è proporre formule standard, ma costruire percorsi export su misura, in linea con il livello di maturità dell’azienda e con le sue reali possibilità di crescita internazionale.
Per una PMI, questo significa poter contare su un interlocutore specializzato, vicino e focalizzato su esigenze concrete:
  • capire se è pronta per esportare
  • scegliere i mercati giusti
  • organizzare un piano commerciale
  • sviluppare opportunità reali
  • evitare errori tipici dell’export improvvisato

Conclusione
Capire cos’è un Temporary Export Manager significa capire una cosa molto semplice: crescere all’estero richiede guida, metodo e continuità.
Per una PMI italiana, il TEM può rappresentare una soluzione concreta per affrontare l’internazionalizzazione senza dover creare subito una struttura interna complessa. I vantaggi sono chiari: più competenza, più organizzazione, meno improvvisazione e una maggiore capacità di trasformare il potenziale in sviluppo reale.
Il punto non è solo trovare qualcuno che conosca l’export. Il punto è scegliere una realtà capace di accompagnare davvero l’azienda nel percorso.

Vuoi capire se un servizio TEM o D-TEM è la soluzione giusta per la tua azienda?
Scrivi a
[email protected] e scopri il nostro progetto export per scoprire come Hello Export, da Torino, può affiancarti nello sviluppo dei mercati esteri.

Marketing Internazionale per l’Export:Strategie e strumenti

18/7/2025

 
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Il marketing internazionale non è semplicemente un’estensione del marketing domestico, ma un insieme di tecniche e strategie pensate per valorizzare un prodotto nei mercati esteri. Per avere successo nell’export, non basta spedire un prodotto all’estero: serve un piano che includa analisi di mercato, posizionamento del brand e strategie di promozione, possibilmente supportato da un temporary export manager o da un digital temporary export manager.

Marketing mix e analisi di mercato
Il cuore del marketing internazionale è il marketing mix: prodotto, prezzo, promozione, distribuzione e logistica.
Esempi concreti:
  • Prodotto:
    Un produttore di pasta italiana che esporta negli USA deve adattare i formati delle confezioni e includere etichette conformi alla FDA.
  • Prezzo:
    Chi esporta vino nei paesi scandinavi deve tener conto delle accise elevate, che incidono sul prezzo finale.
  • Distribuzione:
    Un brand di design italiano che entra in Germania può affidarsi a distributori locali, mentre un digital export manager può sviluppare canali e-commerce per mercati complessi come Corea o Giappone.
  • Promozione:
    Le fiere internazionali, come Anuga (Germania) o SIAL (Francia), rappresentano piattaforme ideali per presentare i prodotti italiani.

Promozione delle vendite e pubbliche relazioni
La promozione dell’export deve essere calibrata al contesto locale e spesso richiede il supporto di un digital temporary export manager per integrare campagne online e offline.
  • Campioni gratuiti: Un’azienda di caffè premium può inviare box di degustazione agli importatori giapponesi.
  • Offerte speciali: Nel B2B, sconti temporanei su grandi volumi incentivano i primi ordini.
  • Pubbliche relazioni: Collaborare con influencer locali, pubblicare articoli su portali di settore o organizzare eventi con le camere di commercio italiane all’estero sono strategie vincenti.

Promozione verso intermediari e consumatori finali
Il marketing internazionale deve coinvolgere sia il cliente finale sia i partner commerciali.
  • Consumatori finali: Un produttore di formaggi italiani può organizzare degustazioni nei supermercati Migros in Svizzera.
  • Intermediari: Un marchio di arredamento di lusso può fornire formazione tecnica ai distributori francesi per valorizzare al meglio il prodotto.

Il ruolo del digital export manager
L’attività di export moderno è sempre più digitale, il digital export manager o digital temporary export manager è la figura chiave per:
  • Creare campagne di marketing geolocalizzate su Google Ads o Meta.
  • Sviluppare e gestire piattaforme e-commerce dedicate all’estero.
  • Monitorare trend e analisi di mercato con strumenti digitali.

Gestione di un programma di promozione export
Un piano efficace di marketing internazionale parte da tre pilastri:
  1. Analisi del mercato target (es. mercati asiatici con alta domanda di luxury food).
  2. Definizione del posizionamento (premium, medio o entry-level).
  3. Costruzione della strategia di comunicazione, unendo fiere di settore, campagne digital e attività di PR.
Conclusione
Il marketing internazionale non è un’opzione, ma un pilastro fondamentale per chi vuole crescere nei mercati esteri. Un approccio strategico, supportato da figure come il digital temporary export manager, può trasformare un prodotto italiano in un brand riconosciuto a livello globale.

Se vuoi capire come costruire una strategia di marketing internazionale per il tuo export, scrivimi a [email protected]: insieme possiamo creare un Progetto Export su misura, sfruttando le opportunità del marketing digitale e tradizionale.

Perché investire in un TEM - Temporary Export Manager

6/6/2025

 
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​Molte aziende aspettano “il momento giusto” per iniziare a esportare.
Ma il momento giusto non arriva mai da solo.
E proprio nei momenti di difficoltà, saturazione del mercato interno o rallentamento della domanda, è il momento perfetto per guardare fuori dai confini e ripartire con una visione più ampia.

Perché investire in un TEM o DTEM adesso
Un Temporary Export Manager (TEM) o Digital TEM (DTEM) non è un consulente generico, è un professionista operativo che ti affianca per trovare mercati nuovi, contatti veri e opportunità di crescita all’estero.

Proprio come accade nella pubblicità nei tempi di crisi, anche nell’export vale questa logica:
“Nei momenti buoni si vorrebbe investire. Nei momenti difficili si dovrebbe farlo.”

Il TEM ti serve se:
  • il mercato italiano è stagnante
  • hai margini bassi ma un prodotto valido
  • vuoi aumentare vendite senza assumere figure interne
  • non sai da dove iniziare a vendere all’estero
  • hai provato fiere o contatti senza struttura e non hanno funzionato

Cosa fa un TEM/DTEM in pratica
  • analizza il tuo potenziale export
  • individua i mercati più adatti (non i più alla moda)
  • prepara listini, documenti, materiali multilingua
  • cerca clienti, buyer, importatori o distributori
  • struttura la tua presenza online per l’estero (LinkedIn, sito, B2B marketplace, ecc.)
  • ti aiuta a vendere, non solo a “comunicare”

È un investimento, non un costo
Un TEM non è un dipendente a tempo indeterminato, non è un agente a provvigione.
È una figura temporanea ma concreta, che lavora con obiettivi e risultati misurabili.
E spesso, se ben impostato, il progetto si ripaga con i primi 1 o 2 ordini chiusi.
Inoltre, in molte regioni italiane ci sono voucher e bandi che coprono parte del costo.

Conclusione
Aspettare che “riparta il mercato” è una scelta passiva.
Investire in un progetto export con un TEM o DTEM, invece, è una scelta attiva, strategica, e soprattutto concreta.
Perché i clienti che cerchi potrebbero trovarsi a soli due paesi di distanza.

📩 Vuoi partire? Scrivici a [email protected]
Con il nostro Progetto Export ti affianchiamo con veri professionisti operativi, pronti a portarti fuori dai confini, senza perdere tempo né soldi.

Promozioni e incentivi nell’export e nel digital export

6/6/2025

 
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​Quando si parla di export, spesso si pensa solo a dogane, documenti e listini, ma nel commercio internazionale — proprio come in quello interno — le leve promozionali funzionano eccome.
Soprattutto se vuoi distinguerti online, attirare buyer o importatori e incentivare il primo ordine.

Incentivi, ma con intelligenza: perché funzionano
Regali, bonus, extra prodotto, trasporto incluso, omaggi a campione... sono tutti strumenti che servono per:
  • rompere il ghiaccio con nuovi buyer
  • incentivare l’acquisto di test o piccoli lotti
  • stimolare la fiducia in chi non ti conosce
  • aumentare il valore percepito
  • posizionarti come “generoso ma professionale”

Nel digital export, dove il cliente non può vederti né toccare il prodotto, l’incentivo giusto può diventare il primo passo per ottenere un ordine vero.

Esempi pratici di promozioni utili nell’export
  • spedizione gratuita del primo ordine sopra i 500 €
  • etichettatura personalizzata in omaggio per chi acquista 2 pallet
  • campionatura gratuita per distributori selezionati
  • “buy 4, get 1 free” su referenze in fase di lancio
  • supporto grafico gratuito per il packaging locale
  • garanzia estesa o assistenza tecnica prioritaria
Attenzione: il concetto di “gratis” non è sinonimo di svalutazione, ma di valore aggiunto, se comunicato bene.

Strategia push o pull? Nell’export servono entrambe
Nel marketing si distinguono due tipi di incentivi:
  • pull: pensati per attrarre il cliente finale o l’importatore (es. promozioni pubblicitarie, offerte online, campioni gratuiti)
  • push: pensati per motivare il distributore o il rivenditore (es. sconti quantità, premi al raggiungimento target, visibilità in vetrina)
Nel digital export puoi combinare entrambi:
✔️ Ads sponsorizzate su LinkedIn o Google per attrarre buyer → pull
✔️ Materiale esclusivo o extra condizioni a un partner locale → push

Quando l’incentivo funziona davvero
Un incentivo ha senso se:
  • è temporaneo o limitato
  • è legato a un’azione chiara (es. primo ordine, referral, test prodotto)
  • rafforza la tua proposta, non la svende
  • crea occasione per una trattativa più ampia
  • è sostenibile in termini logistici e margine
​
Conclusione
Esportare non significa solo essere tecnici, precisi e regolamentati.
Significa anche sapere vendere.
E vendere vuol dire dare qualcosa in più, per farsi scegliere, ricordare e riordinare.

📩 Vuoi impostare una strategia export o digital export con una leva promozionale efficace?
Scrivici a [email protected]

Con il nostro Progetto Export costruiamo insieme un piano serio, operativo e sostenibile — anche a partire da un piccolo incentivo che fa una grande differenza.

Come scrivere proposte commerciali efficaci per l’estero            Guida pratica per PMI 2025

6/6/2025

 
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Se hai un buon prodotto ma i tuoi preventivi all’estero non si trasformano in ordini, il problema potrebbe non essere il prezzo.
Spesso è la proposta commerciale che non comunica abbastanza valore, non parla il linguaggio del cliente o non tiene conto delle sue motivazioni d’acquisto.
​
Nel commercio internazionale, dove la concorrenza è ampia e i margini più stretti, saper scrivere una proposta commerciale efficace può fare la differenza tra un affare perso e un nuovo cliente acquisito.

Cosa deve fare una proposta commerciale per funzionare
Una buona proposta commerciale per l’estero deve:
  • coinvolgere il cliente, non essere un documento freddo e impersonale
  • differenziarsi dalla concorrenza, in modo chiaro ma concreto
  • valorizzare i punti forti dell’offerta, senza sembrare autoreferenziale
  • trasmettere professionalità, affidabilità e attenzione ai dettagli
  • rispondere a un bisogno specifico del cliente, non essere un copia-incolla

Come costruire valore (senza vendere solo sul prezzo)
Un errore comune è puntare tutto sul prezzo, ma nel B2B internazionale, il vero vantaggio competitivo si costruisce attorno alla percezione di valore.

Valore significa:
  • qualità percepita del prodotto
  • durata, facilità di utilizzo o installazione
  • supporto tecnico, servizio clienti, affidabilità
  • attenzione all’ambiente o alla certificazione
  • packaging e documentazione pronti per l’importazione

Strategie per migliorare le tue proposte export
1. Individua le vere esigenze del cliente
Prima di scrivere un’offerta, chiediti cosa davvero conta per quel cliente: tempi di consegna? personalizzazione? tracciabilità?
Poi evidenzia proprio quello nella tua proposta.

2. Scrivi come se stessi parlando a lui
Evita frasi standard tipo “alleghiamo la nostra miglior offerta” e scrivi invece:
“Come richiesto, le proponiamo un’offerta adatta alla distribuzione nel suo canale horeca in Spagna, con etichettatura in lingua e tempi di consegna entro 10 gg DAP Madrid.”

3. Valorizza, non giustificare
Non dire “il prezzo è più alto perché siamo più piccoli” ma:
“Il nostro prodotto ha un costo superiore alla media, ma consente un risparmio logistico grazie al suo packaging ottimizzato e pronto per la vendita.”

4. Usa uno schema chiaro
Dividi la proposta in sezioni leggibili:
  • descrizione prodotto/servizio
  • vantaggi per il cliente
  • prezzi e condizioni
  • tempistiche
  • modalità di pagamento
  • incoterms e logistica
  • contatti e azione finale (es. “attendiamo conferma per procedere”)

Bonus: le motivazioni di acquisto più forti nei clienti esteri
Le principali leve d’acquisto internazionali sono:
  • risparmio o semplificazione
  • sicurezza e affidabilità
  • prestigio, design, status (soprattutto per prodotti consumer)
  • supporto tecnico o post vendita
  • rispetto delle normative locali
  • trasparenza e chiarezza nella comunicazione

Più le tue proposte toccano una di queste leve, più aumentano le probabilità di chiusura.

Conclusione
Una proposta commerciale ben scritta non è solo un preventivo: è il primo strumento di vendita concreta nel processo export.

È la tua voce all’estero, il biglietto da visita operativo che può aprire la porta a nuovi mercati.
📩 Hai bisogno di migliorare le tue proposte commerciali per l’estero o strutturare un modello efficace?
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​

Con il nostro Progetto Export ti aiutiamo a scrivere proposte commerciali vincenti, tecniche, convincenti e coerenti con i mercati internazionali.
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