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I segreti dell'Export

Come esportare le auto in Europa: guida pratica 2025

24/7/2025

 
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​L’export di automobili è un settore sempre in movimento: auto nuove, usate o d’epoca possono trovare mercato in altri Paesi dell’Unione Europea e oltre, esportare un’auto in Europa non è complicato, ma bisogna conoscere documenti, norme fiscali e procedure di trasporto.

Auto nuove, usate o d’epoca: quali differenze?
  • Auto nuove: si tratta di veicoli appena immatricolati, spesso venduti da concessionarie o case madri verso altri mercati europei.
  • Auto usate: veicoli già registrati, che possono essere ceduti a privati o rivenditori in altri Paesi UE.
  • Auto storiche o da collezione: richiedono certificati specifici (ad esempio la Carta FIVA o certificati di originalità), ma hanno agevolazioni su dazi e IVA in molti Paesi europei.

Documenti necessari per esportare un’auto in Europa
Per esportare un’auto, servono alcuni documenti obbligatori:
  1. Carta di circolazione originale
  2. Certificato di proprietà
  3. Fattura di vendita o contratto (se venduta da un’azienda)
  4. Targa di esportazione (targhe temporanee necessarie per circolare fino alla destinazione)
  5. Certificato di Conformità (COC) – indispensabile per la reimmatricolazione nei Paesi UE
  6. Assicurazione temporanea per il trasporto su strada
In alcuni casi, come per la Germania, è possibile richiedere le “Zollkennzeichen”, targhe di transito valide per esportazione temporanea.

IVA e dazi per le auto in Europa
All’interno dell’UE non ci sono dazi doganali per le auto, tuttavia, l’IVA è dovuta nel Paese di destinazione, secondo il meccanismo delle cessioni intracomunitarie:
  • Se vendi a un’azienda con partita IVA intracomunitaria, la fattura può essere emessa in regime di non imponibilità IVA (art. 41 DL 331/93).
  • Se vendi a un privato, l’IVA deve essere versata nel Paese di destinazione (sistema OSS – One Stop Shop).

Trasporto: strada, treno o bisarca?
Il trasporto di un’auto può avvenire in diversi modi:
  • Via bisarca: il metodo più comune, con costi variabili tra 200 e 800 € a seconda della distanza.
  • Via treno: conveniente per spedizioni multiple verso Nord Europa.
  • Via strada: tramite targhe temporanee e assicurazioni di breve durata.
Esempio pratico: per spedire un’auto usata da Torino a Berlino, una bisarca impiega in media 2-4 giorni e costa circa 500-600 €.

Paesi europei più interessanti per l’export auto
  • Germania: mercato dell’usato molto attivo, soprattutto per auto premium italiane.
  • Francia: forte richiesta di auto d’epoca e sportive.
  • Spagna e Portogallo: preferenza per city car e utilitarie italiane.
  • Paesi Bassi e Belgio: mercati efficienti, con facilità di reimmatricolazione.

Suggerimenti per aziende e privati
  • Verifica eventuali incentivi o restrizioni ambientali (alcune città europee hanno limitazioni per Euro 4/Euro 5).
  • Stipula contratti chiari per la vendita e il trasporto.
  • Usa un Temporary Export Manager per trovare clienti e gestire documentazione complessa.

Conclusione
L’esportazione di auto in Europa è un’attività redditizia se gestita in modo professionale: servono i documenti giusti, una logistica efficiente e la conoscenza della normativa fiscale.

📩 Vuoi esportare auto in Europa?
Scrivimi a [email protected], ti seguiamo in ogni fase: dalla documentazione alle pratiche IVA fino al trasporto.

Come trovare nuovi clienti esteri per la tua azienda in Piemonte

26/5/2025

 
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Introduzione all’export operativo
Esportare non significa semplicemente spedire all’estero o aggiungere un sito in inglese.
Significa costruire una strategia commerciale internazionale, con azioni mirate per generare contatti qualificati, avviare trattative e concludere vendite con clienti reali.
L’export operativo è questo: un approccio concreto e misurabile, fatto di strumenti, azioni, follow-up e risultati.

Molte imprese piemontesi hanno prodotti eccellenti ma faticano a uscire dai confini italiani perché manca il tempo, il personale o il metodo per affrontare l’internazionalizzazione. È qui che entra in gioco la figura del consulente export: una risorsa esterna che porta esperienza, contatti e operatività senza pesare sull’organico.

I vantaggi per le PMI piemontesi
Un’azienda piemontese che sceglie di attivare un progetto di export operativo ottiene diversi vantaggi strategici:
  • Identifica i mercati giusti, basandosi su dati, richieste di mercato e compatibilità di prodotto
  • Crea una rete commerciale, strutturata con distributori, buyer o clienti diretti all’estero
  • Aumenta la marginalità, aprendosi a mercati meno saturi e con maggior valore percepito
  • Diversifica il fatturato, riducendo la dipendenza dal mercato italiano
  • Ottimizza la propria offerta, adattando listini, schede tecniche, materiali commerciali e contratti al contesto internazionale
  • Evita errori costosi, grazie a una gestione precisa di documentazione, trasporto, dazi e normative estere
Tutto questo senza dover assumere un export manager a tempo pieno: il consulente export in Piemonte, con esperienza sul campo, può affiancare l’azienda anche solo per il periodo necessario a strutturare la fase iniziale o far ripartire un progetto fermo.

Come funziona un percorso di export operativo
Un vero percorso operativo inizia sempre da un’analisi:
  • cosa produce l’azienda
  • a chi potrebbe servire
  • in quali paesi c’è richiesta
  • come si può vendere (distributori, fiere, B2B diretto, e-commerce, ecc.)
Da lì si costruisce:
  1. il materiale export: cataloghi, listini, profili aziendali, sito in lingua
  2. la strategia commerciale: mercati target, canali prioritari, primi passi concreti
  3. la ricerca contatti: database, azioni commerciali, follow-up
  4. la gestione delle trattative: offerte, prezzi export, termini di pagamento, logistica
  5. la formalizzazione: contratti, incoterms, documentazione doganale, conformità
Il tutto con report regolari, obiettivi chiari e una presenza concreta, non solo consulenziale.

Chi può farlo
Il servizio è pensato per:
  • PMI che non hanno ancora esportato e vogliono iniziare con un metodo
  • aziende che hanno già fatto export ma in modo disorganizzato e poco redditizio
  • imprenditori che non vogliono perdere tempo con tentativi a vuoto
  • realtà che vogliono farsi conoscere all’estero, anche senza partecipare subito a fiere costose

Conclusione
Trovare clienti esteri non è una questione di fortuna o di taglia aziendale. È una questione di approccio, costanza e metodo.
L’export non si improvvisa, ma se affrontato bene può diventare una delle leve di crescita più importanti per la tua impresa.
​
📩 Richiedi la tua consulenza gratuita
Scrivici a [email protected]
e scopri il nostro Progetto Export pensato per PMI piemontesi come la tua, che vogliono crescere all’estero partendo da azioni concrete, strumenti giusti e obiettivi chiari.

Temporary Export Manager in Piemonte

26/5/2025

 
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​Se sei un imprenditore in Piemonte e vuoi iniziare a vendere all’estero, probabilmente ti sei già fatto una di queste domande:
  • da dove parto per esportare?
  • come trovo clienti all’estero?
  • chi si occupa della documentazione?
  • mi conviene assumere qualcuno o affidarmi a un consulente?
La risposta giusta, se vuoi partire in modo strategico ma flessibile, potrebbe essere una sola: Temporary Export Manager.

Chi è un Temporary Export Manager (TEM)
Un Temporary Export Manager è un professionista esperto in internazionalizzazione che lavora temporaneamente al fianco della tua azienda.
Non è un dipendente, non è un agente, non è una figura teorica. È qualcuno che porta metodo, contatti, esperienza e operatività dentro alla tua realtà, per aiutarti a entrare in nuovi mercati o strutturare meglio quelli già attivi.

Cosa fa concretamente un TEM?
Un buon TEM ti affianca nella gestione dell’export, dalla strategia all’azione. In particolare:
  • analizza i tuoi punti di forza e le potenzialità di mercato
  • seleziona i mercati esteri più adatti al tuo prodotto
  • imposta o migliora listini, materiali, cataloghi, sito in lingua
  • identifica fiere, eventi o canali commerciali adatti
  • cerca contatti reali con buyer, distributori, partner locali
  • ti supporta nella gestione di offerte, contratti e documentazione doganale
  • forma il personale interno a gestire in autonomia l’estero
In sintesi: ti insegna a vendere all’estero con metodo, lasciando una traccia utile anche dopo la sua uscita.

Perché un TEM è utile alle aziende piemontesi
Il Piemonte è una regione con una forte vocazione industriale, artigianale e agroalimentare.
Ma molte PMI piemontesi, pur avendo ottimi prodotti, non hanno mai avuto il tempo o le competenze per affrontare seriamente l’export.
Un TEM è la soluzione ideale se:
  • vuoi iniziare a esportare ma non sai da dove cominciare
  • esporti già, ma senza una strategia o con risultati altalenanti
  • vuoi accedere a mercati nuovi o più redditizi
  • hai bisogno di una figura esterna, ma concreta e operativa
  • cerchi un approccio personalizzato, senza formule standard

Temporary Export Manager: un investimento intelligente
Non è un costo fisso, ma un investimento con un ritorno misurabile.
Non devi assumerlo a tempo indeterminato.
Non lavori alla cieca: un TEM lavora con obiettivi, piani d’azione e report.
In più, in Piemonte esistono anche voucher e bandi pubblici (es. Invitalia, Regione Piemonte, Camera di Commercio) che in certi periodi possono finanziare parte del servizio.

Conclusione
Il tuo prodotto ha potenziale all’estero, ma non ci arriva da solo.
Hai bisogno di metodo, esperienza e relazioni costruite con pazienza.
Un Temporary Export Manager, se scelto bene, può diventare la figura chiave per dare slancio reale al tuo export, senza stravolgere l’organizzazione interna.
​
📩 Vuoi capire se il TEM è la figura giusta per la tua azienda?
Scrivici a [email protected]
Con il nostro Progetto Export lavoriamo ogni giorno a fianco di imprese piemontesi che vogliono iniziare (o ripartire) a vendere all’estero. Concreti, su misura, senza fronzoli.

Come esportare in Austria nel 2025

16/5/2025

 
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​L’Austria è spesso sottovalutata, ma in realtà è uno dei mercati più accessibili e affidabili per le imprese italiane, eppure parliamo di un’economia stabile, ben integrata nel cuore dell’Europa, con un forte legame storico e culturale con l’Italia, in particolare con il Nord Est.

Vienna è sede di molte organizzazioni internazionali, e il Paese ha un livello di reddito pro capite elevato e una domanda solida, sia sul fronte consumer che industriale.

Perché esportare in Austria
  • è tra i primi 10 mercati per l’export italiano
  • è logisticamente vicina, con collegamenti rapidi e continui
  • ha un’industria forte e strutturata, in cerca di subfornitura e partner di fiducia
  • è un mercato tecnicamente evoluto, ma non aggressivo
  • il made in Italy ha un’ottima reputazione, soprattutto nei settori food, arredo e meccanica

Settori con alto potenziale
  • subfornitura meccanica e meccatronica
  • impiantistica, edilizia, serramenti
  • food & beverage di qualità (vini, pasta, salumi, olio, conserve)
  • arredo, illuminazione, finiture d’interni
  • prodotti cosmetici naturali
  • articoli tecnici per industria, edilizia e logistica
  • abbigliamento funzionale, outdoor e sportivo

Come approcciare il mercato austriaco
L’Austria è un mercato dove la serietà batte il marketing. Le imprese austriache vogliono lavorare con fornitori affidabili, organizzati e solidi.
Ecco alcune regole fondamentali:
  • rispondere in modo puntuale e preciso, mai approssimativo
  • fornire schede tecniche e documentazione già pronte e ben tradotte
  • essere molto chiari su prezzi, condizioni, logistica e tempi di consegna
  • accettare i ritmi (lenti ma rigorosi) della trattativa austriaca: meglio una trattativa più lunga, ma che porta a una relazione duratura

Aspetti interculturali
  • lingua: il tedesco è preferibile, anche se molti parlano bene inglese. Una brochure in tedesco ti fa partire avanti
  • precisione: l’approccio è simile a quello tedesco. Essere vaghi o cambiare idea all’ultimo minuto è percepito come inaffidabilità
  • formalità: all’inizio i toni sono freddi e controllati, ma la fiducia si costruisce nel tempo
  • presenza: fiere, incontri e visite sono molto apprezzate. Anche piccole aziende possono entrare, se si presentano con serietà

Documentazione e burocrazia
L’Austria è parte dell’Unione Europea, quindi non ci sono dazi né barriere doganali. Tuttavia, è importante:
  • avere fatture dettagliate e bilingue
  • curare l’etichettatura, soprattutto per alimenti e cosmetici
  • conoscere e applicare eventuali normative austriache per prodotti tecnici o da costruzione
  • gestire correttamente il trasporto e i documenti di accompagnamento (DDT, packing list, ecc.)

Fiere in Austria: piccole ma mirate
L’Austria ospita fiere più compatte rispetto a Germania e Francia, ma spesso più verticali e concrete, ecco alcuni esempi:
  • Bauen+Energie (Vienna) – edilizia e sostenibilità
  • Intertool (Wels) – lavorazione dei metalli e subfornitura
  • Alles für den Gast (Salisburgo) – horeca, food & beverage
  • Austropharm (Vienna) – salute, benessere, farmacia
  • Wood Construction Fair (Klagenfurt) – edilizia in legno e bioedilizia
Partecipare o visitarle è utile per fare networking e capire le dinamiche locali.

Conclusione
L’Austria è un mercato serio, ordinato e collaborativo.
Chi esporta con metodo e affidabilità può costruire rapporti solidi e duraturi, anche senza fare grandi numeri iniziali.
📩 Vuoi impostare un progetto export per l’Austria con i giusti strumenti?
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Con il nostro Progetto Export ti aiutiamo a impostare listini, preparare documenti, tradurre i tuoi materiali e avviare relazioni concrete con partner austriaci.

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