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I segreti dell'Export

Esportare in Spagna nel 2026: guida strategica per aziende B2B Italiane

15/3/2026

 
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​Nel 2026, la Spagna si conferma non solo come una destinazione turistica, ma come un hub industriale e logistico di primo piano per il Made in Italy. Per le aziende italiane che operano nel B2B, capire come entrare nel mercato spagnolo significa inserirsi in catene del valore consolidate e dinamiche.
Molte imprese si chiedono: aprire un'attività in Spagna conviene? Sebbene la presenza fisica sia un segnale di forza, per una realtà B2B il successo dipende spesso dalla solidità della rete di distribuzione e dalla capacità di rispondere alle esigenze tecniche delle principali industrie della Spagna.

Analisi di mercato: cosa cercano davvero le aziende spagnole dall'Italia?
Se vogliamo pianificare una strategia seria e capire cosa conviene esportare, dobbiamo smettere di guardare i grafici e iniziare a osservare dove batte il cuore industriale della Spagna. La domanda è alta, ma è anche molto specifica.

Il settore della Meccanica e dei Beni Strumentali resta il vero peso massimo: è storicamente cosa si esporta in Spagna con i volumi più importanti, le nostre aziende non sono semplici fornitori, ma partner insostituibili per l'automotive e per tutto il settore primario in Spagna, che oggi punta forte su un'agricoltura ultra-tecnologica.

C’è poi il mondo della Componentistica e della Chimica, per noi di HelloExport, capire che cosa importa la Spagna è il punto di partenza: parliamo di un Paese che trasforma enormi quantità di materie prime e semilavorati, ambiti in cui la qualità italiana è riconosciuta come un’eccellenza assoluta.

Guardando al futuro prossimo, l’Innovazione Industriale è il treno da non perdere. Se ti stai chiedendo qual è il settore più sviluppato in Spagna, la risposta è nei grandi cantieri delle infrastrutture e nelle energie rinnovabili. Sono questi i veri motori del 2026, ed è qui che si aprono praterie per chi ha tecnologia e know-how su cosa vendere in Spagna.

Un ultimo consiglio: non trattate il digitale come un "di più", la Digitalizzazione B2B ha cambiato le regole, e sapere come vendere online in Spagna significa presidiare i portali di procurement e i marketplace specializzati,ove i buyer spagnoli vanno a cercare i loro prossimi partner.

Strategia Competitiva
Per definire come vendere in Spagna con profitto, bisogna analizzare cosa si commercia in Spagna e mappare i competitor locali, infatti spesso la competizione non è sul prezzo, ma sull'affidabilità della consegna e sull'assistenza tecnica post-vendita.

Struttura il tuo Progetto Export B2B per la Spagna con HelloExport
Passare dalla semplice vendita sporadica a una presenza strutturata richiede metodo e se vuoi capire cosa serve per esportare all'estero nel 2026 senza commettere errori di posizionamento, HelloExport è il partner ideale.
Scrivici a [email protected] e attraverso il nostro Progetto Export, supportiamo la tua azienda B2B in:
  1. Analisi dei competitor: Identifichiamo cosa si vende di più in Spagna nel tuo specifico comparto industriale.
  2. Ricerca partner: Troviamo distributori e agenti capaci di valorizzare il tuo prodotto.
  3. Compliance tecnica: Ti guidiamo su cosa si può esportare dall'Italia e quali certificazioni servono per il mercato locale.

Ottimizza la tua strategia B2B e trasforma la Spagna nel tuo mercato di riferimento

Come esportare le auto in Europa: guida pratica 2025

24/7/2025

 
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​L’export di automobili è un settore sempre in movimento: auto nuove, usate o d’epoca possono trovare mercato in altri Paesi dell’Unione Europea e oltre, esportare un’auto in Europa non è complicato, ma bisogna conoscere documenti, norme fiscali e procedure di trasporto.

Auto nuove, usate o d’epoca: quali differenze?
  • Auto nuove: si tratta di veicoli appena immatricolati, spesso venduti da concessionarie o case madri verso altri mercati europei.
  • Auto usate: veicoli già registrati, che possono essere ceduti a privati o rivenditori in altri Paesi UE.
  • Auto storiche o da collezione: richiedono certificati specifici (ad esempio la Carta FIVA o certificati di originalità), ma hanno agevolazioni su dazi e IVA in molti Paesi europei.

Documenti necessari per esportare un’auto in Europa
Per esportare un’auto, servono alcuni documenti obbligatori:
  1. Carta di circolazione originale
  2. Certificato di proprietà
  3. Fattura di vendita o contratto (se venduta da un’azienda)
  4. Targa di esportazione (targhe temporanee necessarie per circolare fino alla destinazione)
  5. Certificato di Conformità (COC) – indispensabile per la reimmatricolazione nei Paesi UE
  6. Assicurazione temporanea per il trasporto su strada
In alcuni casi, come per la Germania, è possibile richiedere le “Zollkennzeichen”, targhe di transito valide per esportazione temporanea.

IVA e dazi per le auto in Europa
All’interno dell’UE non ci sono dazi doganali per le auto, tuttavia, l’IVA è dovuta nel Paese di destinazione, secondo il meccanismo delle cessioni intracomunitarie:
  • Se vendi a un’azienda con partita IVA intracomunitaria, la fattura può essere emessa in regime di non imponibilità IVA (art. 41 DL 331/93).
  • Se vendi a un privato, l’IVA deve essere versata nel Paese di destinazione (sistema OSS – One Stop Shop).

Trasporto: strada, treno o bisarca?
Il trasporto di un’auto può avvenire in diversi modi:
  • Via bisarca: il metodo più comune, con costi variabili tra 200 e 800 € a seconda della distanza.
  • Via treno: conveniente per spedizioni multiple verso Nord Europa.
  • Via strada: tramite targhe temporanee e assicurazioni di breve durata.
Esempio pratico: per spedire un’auto usata da Torino a Berlino, una bisarca impiega in media 2-4 giorni e costa circa 500-600 €.

Paesi europei più interessanti per l’export auto
  • Germania: mercato dell’usato molto attivo, soprattutto per auto premium italiane.
  • Francia: forte richiesta di auto d’epoca e sportive.
  • Spagna e Portogallo: preferenza per city car e utilitarie italiane.
  • Paesi Bassi e Belgio: mercati efficienti, con facilità di reimmatricolazione.

Suggerimenti per aziende e privati
  • Verifica eventuali incentivi o restrizioni ambientali (alcune città europee hanno limitazioni per Euro 4/Euro 5).
  • Stipula contratti chiari per la vendita e il trasporto.
  • Usa un Temporary Export Manager per trovare clienti e gestire documentazione complessa.

Conclusione
L’esportazione di auto in Europa è un’attività redditizia se gestita in modo professionale: servono i documenti giusti, una logistica efficiente e la conoscenza della normativa fiscale.

📩 Vuoi esportare auto in Europa?
Scrivimi a [email protected], ti seguiamo in ogni fase: dalla documentazione alle pratiche IVA fino al trasporto.

Come trovare nuovi clienti esteri per la tua azienda in Piemonte

26/5/2025

 
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Introduzione all’export operativo
Esportare non significa semplicemente spedire all’estero o aggiungere un sito in inglese.
Significa costruire una strategia commerciale internazionale, con azioni mirate per generare contatti qualificati, avviare trattative e concludere vendite con clienti reali.
L’export operativo è questo: un approccio concreto e misurabile, fatto di strumenti, azioni, follow-up e risultati.

Molte imprese piemontesi hanno prodotti eccellenti ma faticano a uscire dai confini italiani perché manca il tempo, il personale o il metodo per affrontare l’internazionalizzazione. È qui che entra in gioco la figura del consulente export: una risorsa esterna che porta esperienza, contatti e operatività senza pesare sull’organico.

I vantaggi per le PMI piemontesi
Un’azienda piemontese che sceglie di attivare un progetto di export operativo ottiene diversi vantaggi strategici:
  • Identifica i mercati giusti, basandosi su dati, richieste di mercato e compatibilità di prodotto
  • Crea una rete commerciale, strutturata con distributori, buyer o clienti diretti all’estero
  • Aumenta la marginalità, aprendosi a mercati meno saturi e con maggior valore percepito
  • Diversifica il fatturato, riducendo la dipendenza dal mercato italiano
  • Ottimizza la propria offerta, adattando listini, schede tecniche, materiali commerciali e contratti al contesto internazionale
  • Evita errori costosi, grazie a una gestione precisa di documentazione, trasporto, dazi e normative estere
Tutto questo senza dover assumere un export manager a tempo pieno: il consulente export in Piemonte, con esperienza sul campo, può affiancare l’azienda anche solo per il periodo necessario a strutturare la fase iniziale o far ripartire un progetto fermo.

Come funziona un percorso di export operativo
Un vero percorso operativo inizia sempre da un’analisi:
  • cosa produce l’azienda
  • a chi potrebbe servire
  • in quali paesi c’è richiesta
  • come si può vendere (distributori, fiere, B2B diretto, e-commerce, ecc.)
Da lì si costruisce:
  1. il materiale export: cataloghi, listini, profili aziendali, sito in lingua
  2. la strategia commerciale: mercati target, canali prioritari, primi passi concreti
  3. la ricerca contatti: database, azioni commerciali, follow-up
  4. la gestione delle trattative: offerte, prezzi export, termini di pagamento, logistica
  5. la formalizzazione: contratti, incoterms, documentazione doganale, conformità
Il tutto con report regolari, obiettivi chiari e una presenza concreta, non solo consulenziale.

Chi può farlo
Il servizio è pensato per:
  • PMI che non hanno ancora esportato e vogliono iniziare con un metodo
  • aziende che hanno già fatto export ma in modo disorganizzato e poco redditizio
  • imprenditori che non vogliono perdere tempo con tentativi a vuoto
  • realtà che vogliono farsi conoscere all’estero, anche senza partecipare subito a fiere costose

Conclusione
Trovare clienti esteri non è una questione di fortuna o di taglia aziendale. È una questione di approccio, costanza e metodo.
L’export non si improvvisa, ma se affrontato bene può diventare una delle leve di crescita più importanti per la tua impresa.
​
📩 Richiedi la tua consulenza gratuita
Scrivici a [email protected]
e scopri il nostro Progetto Export pensato per PMI piemontesi come la tua, che vogliono crescere all’estero partendo da azioni concrete, strumenti giusti e obiettivi chiari.

Temporary Export Manager in Piemonte

26/5/2025

 
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​Se sei un imprenditore in Piemonte e vuoi iniziare a vendere all’estero, probabilmente ti sei già fatto una di queste domande:
  • da dove parto per esportare?
  • come trovo clienti all’estero?
  • chi si occupa della documentazione?
  • mi conviene assumere qualcuno o affidarmi a un consulente?
La risposta giusta, se vuoi partire in modo strategico ma flessibile, potrebbe essere una sola: Temporary Export Manager.

Chi è un Temporary Export Manager (TEM)
Un Temporary Export Manager è un professionista esperto in internazionalizzazione che lavora temporaneamente al fianco della tua azienda.
Non è un dipendente, non è un agente, non è una figura teorica. È qualcuno che porta metodo, contatti, esperienza e operatività dentro alla tua realtà, per aiutarti a entrare in nuovi mercati o strutturare meglio quelli già attivi.

Cosa fa concretamente un TEM?
Un buon TEM ti affianca nella gestione dell’export, dalla strategia all’azione. In particolare:
  • analizza i tuoi punti di forza e le potenzialità di mercato
  • seleziona i mercati esteri più adatti al tuo prodotto
  • imposta o migliora listini, materiali, cataloghi, sito in lingua
  • identifica fiere, eventi o canali commerciali adatti
  • cerca contatti reali con buyer, distributori, partner locali
  • ti supporta nella gestione di offerte, contratti e documentazione doganale
  • forma il personale interno a gestire in autonomia l’estero
In sintesi: ti insegna a vendere all’estero con metodo, lasciando una traccia utile anche dopo la sua uscita.

Perché un TEM è utile alle aziende piemontesi
Il Piemonte è una regione con una forte vocazione industriale, artigianale e agroalimentare.
Ma molte PMI piemontesi, pur avendo ottimi prodotti, non hanno mai avuto il tempo o le competenze per affrontare seriamente l’export.
Un TEM è la soluzione ideale se:
  • vuoi iniziare a esportare ma non sai da dove cominciare
  • esporti già, ma senza una strategia o con risultati altalenanti
  • vuoi accedere a mercati nuovi o più redditizi
  • hai bisogno di una figura esterna, ma concreta e operativa
  • cerchi un approccio personalizzato, senza formule standard

Temporary Export Manager: un investimento intelligente
Non è un costo fisso, ma un investimento con un ritorno misurabile.
Non devi assumerlo a tempo indeterminato.
Non lavori alla cieca: un TEM lavora con obiettivi, piani d’azione e report.
In più, in Piemonte esistono anche voucher e bandi pubblici (es. Invitalia, Regione Piemonte, Camera di Commercio) che in certi periodi possono finanziare parte del servizio.

Conclusione
Il tuo prodotto ha potenziale all’estero, ma non ci arriva da solo.
Hai bisogno di metodo, esperienza e relazioni costruite con pazienza.
Un Temporary Export Manager, se scelto bene, può diventare la figura chiave per dare slancio reale al tuo export, senza stravolgere l’organizzazione interna.
​
📩 Vuoi capire se il TEM è la figura giusta per la tua azienda?
Scrivici a [email protected]
Con il nostro Progetto Export lavoriamo ogni giorno a fianco di imprese piemontesi che vogliono iniziare (o ripartire) a vendere all’estero. Concreti, su misura, senza fronzoli.

Cosa significa esportare, davvero

16/5/2025

 
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​Molti pensano che esportare significhi semplicemente vendere all’estero.
In realtà, esportare è un processo ben più profondo. È una strategia, un’evoluzione aziendale, una palestra che ti obbliga a fare le cose bene.
E soprattutto: non si improvvisa.

Esportare non è (solo) spedire o vendere all'estero
Chi esporta con successo lo sa:
✔️ Non basta una traduzione in inglese
✔️ Non basta spedire un pallet 
✔️ Non basta rispondere a un’email con un listino in euro

Esportare significa preparare l’azienda ad affrontare un mercato estero, capirne le regole, la cultura, i vincoli, le opportunità.

Cosa comporta esportare?
Ecco cosa vuol dire davvero:
  1. Studiare i mercati target
    Dove c’è domanda? Dove il mio prodotto può funzionare? Quali sono i concorrenti? Le barriere?
  2. Adattare comunicazione e offerta
    Il sito, le schede tecniche, il catalogo, i prezzi: tutto deve parlare la lingua (vera) del mercato di destinazione.
  3. Preparare la documentazione
    DDT, packing list, codici HS, certificati d’origine, dichiarazioni CE, etichettature specifiche, logistica e Incoterms.
  4. Costruire relazioni e fiducia
    All’estero si vende quando sei affidabile, non quando sei solo economico, la relazione viene prima del prezzo.
  5. Avere un referente interno o esterno
    Se nessuno in azienda segue l’export in modo continuo, l’estero non crescerà mai in modo stabile.

Esportare è anche cambiare approccio mentale
  • è uscire dalla logica “consegno domani” e pianificare
  • è imparare a vendere con altri strumenti
  • è smettere di subire il mercato interno e iniziare a scegliere dove crescere
  • è mettere ordine in casa propria per farsi trovare pronti

Ma quindi... chi può esportare?
Non servono fatturati milionari.
Serve volontà, metodo e costanza.
Esportano con successo anche aziende piccole, artigiane, di nicchia.
Chi ha prodotto, visione e voglia di imparare può esportare, e crescere.

Conclusione
Esportare è molto più che spedire o vendere all'estero una tantum.
È fare un passo in avanti come azienda, come imprenditore, come squadra.
E farlo con la consapevolezza che non serve partire da tutto, ma serve partire bene.
📩 Vuoi iniziare a esportare con metodo, senza perdere tempo in tentativi improvvisati?
Scrivici a [email protected]
Con il nostro Progetto Export ti aiutiamo a capire da dove partire, cosa serve davvero e come iniziare a vendere all’estero con una strategia concreta e sostenibile.

✨ E se vuoi capire meglio cosa fa un export manager, e come si costruisce un vero progetto internazionale, dai un’occhiata anche al nostro ebook dedicato: lo trovi nella sezione E-BOOK, ed è un ottimo punto di partenza per orientarti con le idee chiare.
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