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Nel 2026 torna al centro dell’attenzione una misura che può interessare molte imprese italiane con vocazione internazionale: SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica.
Si tratta di uno strumento agevolativo pensato per sostenere investimenti finalizzati a rafforzare la competitività dell’impresa sui mercati internazionali, finanziando non solo la trasformazione digitale e la transizione ecologica, ma anche una parte di rafforzamento patrimoniale. La finestra indicata nella scheda va dal 25 maggio 2026 al 31 dicembre 2026. Cos’è la misura SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica La misura finanzia investimenti per:
L’obiettivo dichiarato è migliorare la competitività sui mercati internazionali. La struttura della misura prevede che almeno il 50% dell’importo deliberato sia destinato a investimenti digitali e/o ecologici, mentre la parte restante, fino al 50%, possa essere destinata a investimenti di rafforzamento patrimoniale. Questo punto è particolarmente interessante perché non si tratta di un bando limitato a un singolo tipo di spesa: l’impresa può usarlo anche per migliorare la propria organizzazione interna, la struttura finanziaria e la capacità di affrontare i mercati esteri con maggiore solidità. A chi può interessare davvero Questa misura può essere molto utile per le aziende italiane che:
Tra i requisiti principali, la scheda indica la necessità di avere sede legale e operativa in Italia, almeno due bilanci depositati relativi a due esercizi completi precedenti e una soglia minima di fatturato export. In via ordinaria è richiesto almeno il 10% di fatturato export sull’ultimo bilancio, oppure almeno il 3% di fatturato export e almeno il 10% del fatturato totale realizzato verso clienti esportatori. Per le imprese energivore e per quelle che hanno avviato un percorso di efficientamento energetico, il requisito si riduce al 3% del fatturato export. Quali spese possono essere finanziate La misura include una gamma piuttosto ampia di spese ammissibili. 1. Spese per la transizione digitale Sono comprese, tra le altre:
2. Spese per la transizione ecologica Rientrano:
3. Spese per il rafforzamento patrimoniale La misura consente anche di finanziare investimenti volti a rafforzare la solidità patrimoniale dell’impresa, che devono risultare nell’attivo patrimoniale. 4. Interventi su società controllate Tra gli aspetti più interessanti c’è la possibilità di destinare parte del finanziamento a:
Le agevolazioni più interessanti La misura prevede un finanziamento agevolato con eventuale contributo a fondo perduto, coprendo fino al 100% delle spese ammissibili. La scheda riporta anche un importo minimo concedibile di 10.000 euro. Uno degli elementi più attrattivi è proprio la combinazione tra finanziamento e quota a fondo perduto. La documentazione segnala:
Inoltre:
Un aspetto importante: non finanzia le normali spese export Questa misura non va letta come un sostegno alle attività commerciali ordinarie legate alla vendita all’estero. La scheda esclude infatti spese come:
Questo significa che il bando è più adatto a chi vuole fare un investimento strutturale sull’impresa, non a chi cerca un contributo per coprire l’operatività commerciale quotidiana. Perché può essere strategica per chi esporta Dal punto di vista di un’impresa orientata ai mercati esteri, questa misura è interessante perché interviene su un tema spesso sottovalutato: per crescere all’estero non basta cercare clienti, serve anche avere processi, strumenti, organizzazione e struttura finanziaria adeguati. Molte PMI pensano all’internazionalizzazione solo come attività commerciale. In realtà, per esportare bene servono anche:
È proprio su questo che la misura SIMEST può diventare una leva concreta. Quando conviene valutarla Conviene approfondire questa opportunità se la tua impresa:
Conclusione La misura SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026 rappresenta un’opportunità interessante per le imprese italiane che vogliono rafforzare la propria competitività internazionale attraverso investimenti digitali, ecologici e patrimoniali. Le condizioni rafforzate per alcune categorie di imprese, l’anticipo fino al 50% e la possibilità di combinare finanziamento agevolato e fondo perduto la rendono uno strumento da valutare con attenzione. Per molte PMI, però, il vero nodo resta sempre lo stesso: collegare bene finanza agevolata, strategia aziendale e sviluppo export. Vuoi capire se questa misura può essere utile per la tua azienda e se si inserisce davvero nel tuo percorso di crescita internazionale? 📧 Scrivici a: [email protected] 💻 Oppure prenota una videocall gratuita cliccando qui I commenti sono chiusi.
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